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   Monte Granatico
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Monte Granatico

Nel 1849 la Diocesi di Cagliari commissionò una perizia estimativa al fine di ampliare e riparare il Monte Granatico di Villasor non sufficiente a contenere le scorte di grano. L'incarico fu affidato all'architetto Basso. La somma prevista per la riparazione ammontava a L. 2.124,142 di cui L. 1.792,142 destinate per ampliare la costruzione, L. 48 per l'acquisto del terreno e L. 184 per le riparazioni.

Monte Granatico - prospetto
Il documento, datato il 10 novembe 1849 è conservato nell'Archivio di Stato di Cagliari. Contiene il prospetto e la pianta del Monte Granatico insieme ad un'accurata descrizione delle opere da realizzare e delle somme da impiegare.

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I Monti Granatici in Sardegna
I Monti Granatici o Monti Frumentari in Sardegna avevano la funzione di garantire le scorte per la semina per metterle a disposizione dei contadini e assicurare loro il prestito in grano. La loro origine risale al 1624 quando gli Stamenti Sardi chiesero al viceré Vives di istituire i Monti Granatici ma solo a partire dal 1678 si hanno notizie certe sulla costruzione dei primi magazzini.

Monte Granatico - pianta

Le diocesi e i feudatari favorirono l'istituzione dei Monti Granatici che ebbero un grande sviluppo alla fine del secolo XVIII fino a che il governo sabaudo non decise di uniformarne l'amministrazione al fine di aumentare la produzione dei cereali, di favorire l'ascesa dei medi contadini contrastando il potere economico dei feudatari e di combattere l'usura, grave ostacolo allo sviluppo delle campagne.
Il Pregone Viceregio del 1767, a seguito delle riforme del ministro Bogino, rese obbligatoria in ogni villaggio l'istituzione dei Monti Granatici con un capitale iniziale costituito attraverso le roadie: prestazioni gratuite di lavoro per la coltivazione del terreno destinato ad alimentare il Monte Granatico.

Alle roadie dovevano partecipare tutti, tranne i pastori, pena una multa di 4 soldi per giogo per i possessori di buoi e 2 denari per gli zappatori. Gli organi di direzione dei Monti Granatici delle ville erano costituiti da: il canonico, il rettore o il curato pù anziano, il barone o reggidore, l'ufficiale di giustizia e il censore. In ogni diocesi venne costituita una giunta diocesana alla quale dovevano far capo gli amministratori delle ville appartenenti alle diocesi. Una giunta centrale presieduta dallo stesso viceré poteva esercitare un certo controllo sulle attività dei Monti Granatici.