| Nel 1700 e nel 1800 i testamenti o le donazioni a favore dei Cappuccini erano frequenti. I Cappuccini non coltivavano direttamente i terreni avuti in lascito ma li davano in concessione ad altri in cambio di un canone annuo stipulando contratti di vario genere. Un contratto tipico è l'enfiteusi perpetua con la quale i Cappuccini concedevano il terreno a chi era disposto a migliorare il fondo e a pagare un canone annuo per un lungo periodo di tempo.*
Coloro che invece intendevano coltivare un terreno per periodi più brevi, potevano stipulare il contratto di società o socieria, non molto diverso dall'affitto, anch'esso dietro pagamento di un canone annuo.
Nell'Archivio Storico di Stato di Cagliari sono stati rinvenuti alcuni documenti riguardanti terreni che i Cappuccini possedevano a Villasor.
Il primo documento riporta la concessione al contadino Federico Matta di terreni in enfiteusi perpetua per circa 14 ettari, dietro pagamento di 80 lire ogni dieci anni, versati annualmente in 8 ettolitri di grano. Il secondo invece riferisce di una concessione ai fratelli Trudu di circa 35 ettari in enfiteusi perpetua, dietro pagamento di 150 lire ogni dieci anni, versati annualmente in 15 ettolitri di grano.
Nel 1725 Antioco Loci lasciò 2 ettari di terreno che i Cappuccini poi davano in concessione tramite un contratto di società di durata decennale, dietro pagamento di 25 lire annue. Nel 1759 il Reverendo Antioco Serra lasciò circa 3 ettari di terreno, che i Cappuccini concedevano per un canone di 40 lire annue.
* “...Avendo l'enfiteuta l'obbligo fondamentale di migliorare il fondo oltre quello di pagare un canone, (l'enfiteusi) veniva utilizzata come strumento di progresso dell'agricoltura ...” Alberto Germanò, Manuale di Diritto Agrario, G. Giappichelli Editore, Torino 1999, p. 170.
“... i grandi proprietari e lo Stato cercano tutti i mezzi per rimediare all'abbandono delle terre; accordano diritti via via sempre più ampi a coloro che accettano di sfruttare la terra per essi.” Giampiero Todino, Per una storia della proprietà in Francia, Moderna Edizioni, Sassari 1990, p. 128.
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