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Il 30 aprile 1700 si celebra in Cagliari presso il convento Maggiore, il nuovo Capitolo Provinciale, cui presiede il provinciale uscente P. Tommaso d'Ardauli.
Il P. Guardiano del convento di Villasor Pietro da Torralba riferisce al Definitorio che dirimpetto al convento stanno tre casupole, che sono di notevole impaccio per la nostra quiete e tranquillità spirituale. I proprietari, che sono nostri devoti e benefattori, le vogliono dare ai frati, perché le demoliscano e la relativa area di sedime sia acquisita al convento. Il Definitorio gli da facoltà d'accettarle, purché siano osservate le debite cautele.
Riferisce inoltre che avendo il nobile Don Giovanni Battista Nurra donato al convento di Villasor un pezzo di terra attiguo all orto, il definittorio dispone che ne venga ampliato l'orto medesimo e che venga recintato.
Poiché in occasioni di grave necessita o di fondazioni di conventi venivano autorizzate questue di grano o di ogni altro genere mendicabile nel Capitolo del 1701 una questua di grano presso devoti particolari della Religione viene autorizzata anche per il convento di Villasor, il cui Superiore ha fatto sapere al Definitorio dello stato di rovina in cui versa il muro di recinzione del convento e della necessità di chiudere anche la parte di terreno recentemente acquistata,poiche ora la cassa conventuale è impotente alla bisogna.
Nel 1702 al Superiore del convento di Villasor, che ne aveva fatto istanza, Il Definitorio dà facoltà di aprire una porta d'accesso dal vecchio al nuovo orto, indicando particolareggiatamente il punto e il modo d'esecuzione.
Nel 1705 il convento di Villasor ha l'esigenza di riparare le celle del dormitorio doppio e di realizzare un ambiente per il bucato e la pulitura dei panni: il Definitorio da l'assentimento e permette anche, a tal fine, una cerca di grano.
Su istanza del Superiore del convento di Villasor, nel 1711 il Definitorio autorizza l'apertura di un passaggio con porta nel muro di recinzione dell'orto, perché possa transitarvi il carro: tale transito è ritenuto assai vantaggioso per l'orto medesimo. Il punto di apertura viene stabilito in quella parte della recinzione, che da alla piazza della chiesa, dove trovasi un pozzo interrato. La porta sarà costantemente chiusa a chiave e questa la terrà il solo Superiore, che la cederà solo quando debba transitare il carro; indi la riprenderà.
Una questua di grano è assentita anche al convento di Villasor, anche nel 1714 al fine di provvedere alla costruzione d'una stanza per il bucato e ad altri restauri molto necessari. A quel Guardiano viene inoltre comandato di realizzare un'abitazione per i donati, atteso che uno di costoro, fra Gemiliano, di famiglia in quel convento, si è offerto di sostenere la spesa con l'eredità paterna a lui pervenuta.
Ancora nel 1720 poiche é troppo disagevole, la scala che dal dormitorio scende al coro, il Definitorio ne dispone il rifacimento in cantoni o mattoni.
Nel 1726 nel convento di Villasor succede un fatto curioso: Il P. Saturinino da Cagliari si è rifiutato di obbedire al Superiore Locale, cosa ormai notoria alla Comunità. Il Definitorio gli risparmia l'informazione giuridica, che comporterebbe l'apertura d'un procedimento penale a suo carico. Tuttavia, per non rovinarlo del tutto, gli si irroga la sanzione di mangiar per terra due settimane e digiunar a pane e acqua il lunedì, mercoledì e venerdì. Inoltre, con appesa al collo una pietra, chiederà perdono a tutta la comunità del mal esempio dato. Lo si ammonisce che, ove disprezzi tal penitenza e non si avvalga dell'usata verso di lui clemenza, e ricada nella medesima pertinacia, allora sperimenterà tutto il rigore del nostro Modus Procedenti (era, per così dire, il codice penale e procedurale dei Cappuccini) avverso i disobbedienti.
Nel 1731 si concede la licenza di costruire una vasca nell'orto, con indicazione del sito ove l'opera dovrà essere realizzata; si potrà anche edificare un ambiente con porticato, per riporvi la paglia.
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