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Convento dei Cappuccini a
Villasor

Fondazione
Chiesa di Sant'Antioco
Delibera cessione convento
 

Definzioni del Capitolo Provinciale

  Elenco Padri Guardiani
  Cappuccini nati a Villasor
  Terreni lasciati ai Cappuccini
    Esempio di Predicatore
     
  Definizioni del Capitolo Provinciale

Vita nel Convento

Con l'inchiesta sullo stato temporale dei conventi di Sardegna effettuata nel 1765 per disposizione del padre provinciale p. Giovan Michele da Marese si hanno notizie più dettagliate su questo convento.

Il convento vive delle elemosine raccolte oltre che a Villasor, a Serramanna distante un'ora di cammino, San Sperate distante un'ora e mezza di cammino, Monastir, Nuraminis, Villagreca, Samassi, Serrenti, Samatzai, Pimentel, Ortacesus, Guasila, Decimoputzu, Villaspeciosa e Vallermosa.
Si raccoglie ordinariamente grano, legumi, lino, agnelli ed altre cose varie; a Suelli e Senorbì si raccoglie solo pane; a Samatzai, San Sperate e Monastir si raccoglie anche mosto, lana e formaggio.
A Villasor non si effettua l'elemosina del vino non essendosi mai usata, ma si raccolgono le vinacce dalla cui torchiatura si ottiene il vino sufficiente alla comunità per circa un mese, più o meno, a seconda dell'annata. Il pane che si raccoglie a Villasor non sempre è sufficiente per due giorni, essendo la comunità composta da 11 a 12 religiosi e da 4 conversi, ed essendo il convento posto in luogo di passaggio non mancano mai le offerte agli altri poveri.
Se si raccoglie in abbondanza si commuta il superfluo con altre cose necessarie al convento. La stagione più redditizia è l'estate ed il raccolto dipende dall'andamento dell'annata e dalla volontà dei benefattori certi anni si raccolgono 8 starelli di grano, in altri 20 e persino 30 starelli. La questua viene effettuata settimanalmente da tutti i religiosi; il grano raccolto viene impiegato per le riparazioni del convento, per la comunione tutto l'anno, e quando non basta il pane della questua, per panificare ed all'occorrenza per altre necessità.

Il 26 febbraio del 1818 scappa dal convento di Villasor, dov'era collocato di famiglia, il laico fra Francesco da Iglesias, portandosi via un cavallo del convento. Il fuggitivo, con sentenza del 18 dicembre, viene espulso dall'Ordine. Il Provvedimento è dato dal Provinciale col suo Definitorio dietro facoltà concessa dalla S. Congregazione dei Vescovi .

Nel 1861 Il Guardiano del Convento di Villasor, P. Cherubino da Pula, in un ricorso al Sommo Pontefice espone che, eletto Superiore di quel convento, verso la metà di maggio trovò, nell'abitazione dei terziari, un domestico minore degli anni venti, che prestava alla Comunità alcuni servizi, che non potevano prestarsi dai terziari. Costretto dal bisogno e non potendo supplire altrimenti, lo trattenne per circa un mese e mezzo, dopo di che lo licenziò. Ora il P. Cherubino supplica il Pontefice di volerlo assolvere delle pene incorse, riabilitandolo anche agli uffici dell'Ordine e alle voci attiva e passiva.
La S. Congregazione per la Disciplina Regolare, sull'informazione e il voto avuto dal Procuratore Generale dell'Ordine Luigi da Ploaghe, accoglie le istanze dell'Oratore e lo rimette al suo Provinciale, perché, imposta una salutare penitenza e fatta l'opportuna ammonizione, lo reintegri giusta le sue preci.

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