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I Padri Cappuccini approdano in Sardegna
tratto da "Cronistoria dei Frati Cappuccini di Sardegna"
di Giovanni Secchi
e da "Necrologio dei Frati Cappuccini della Provincia di Sardegna" di P. Ferdinando Tuveri
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La venuta dei Padri Cappuccini in Sardegna fu occasionata da una visita ai familiari nel 1588 da parte del P. Ambrogio da Sassari, che s'era fatto religioso in Corsica. La sua presenza scosse tanto i concittadini che ben presto le autorità e gli abitanti chiesero ai Superiori dell'Ordine la fondazione di un convento della Riforma anche nella loro città. Lo stesso Consiglio Civico con l'Arcivescovo Don Alfonso Da Lor ca nel gennaio 1590 inviarono calorose suppliche al Pontefice Sisto V, perché intercedesse in favore.
Accolta la supplica il Vicario Generale dell'Ordine P. Girolamo da Polizi scelse 12 religiosi ponendoli sotto la guida di P. Zefferino da Bergamo, Commissario Generale. Tra essi c'erano anche il P. Ambrogio da Sassari e il P. Andrea da Iglesias, che s'era fatto cappuccino in Toscana e già s'era fatto apprezzare in occasione d'una sua visita a Iglesias nel 1587, per sistemare le due sorelle rimaste orfane d'entrambi i genitori.
Imbarcatisi a Genova su due galere, quattro religiosi approdarono a Porto Torres; gli altri, compreso il P. Zefferino da Bergamo a Cagliari, sembra che una tempesta li avesse divisi. Il gruppo di Cagliari fu fraternamente ospitato dai Padri Conventuali nel convento di Stampace, dove fu riservata per loro una parte indipendente con l'annessa Cappella di S. Giorgio, dove i cappuccini poterono soddisfare all'osservanza e pratiche dei loro Ordine. Furono provvisti di tutto, anche con l'aiuto dello stesso Municipio. Cosi poterono cominciare la loro vita di comunità regolare.
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